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Cera persa

Le sculture in bronzo sono realizzate con un processo generalmente noto come cera persa o ‘cire perdue’ in termini artistici. Questo prestigioso
metodo ha le sue radici nell’antichità e risale al 5.000 a.C.

Il processo a cera persa inizia con la creazione di una maquette (modello), di solito di creta o gesso, da parte dell’artista. A partire da tale maquette gli artigiani creano un negativo in silicone del modello. Si tratta di una delle parti più complesse del processo di fusione che, se ben fatto, è in grado di catturare ogni dettaglio della creazione originale.

Questo stampo costituisce la base per la creazione di un positivo in cera: la cera a caldo viene applicata sopra diverse volte, assicurandosi che penetri anche negli spazi più minuti e che copra l’interno dello stampo.

Una volta che la cera si è raffreddata, otteniamo un duplicato in cera copia fedele del modello originale; al suo interno tale modello viene riempito con una miscela detta “anima” che si compone di acqua, gesso cotto e materiale refrattario. Un artigiano esperto termina il modello di cera a mano ritoccandolo minuziosamente.

Successivamente delle aste di cera e dei canali in plastica, detti “canali di colata”, vengono attaccate al modello. Tali aste permetteranno più avanti al bronzo fuso di colare nello stampo.

Poiché la forma di fusione deve essere cotta, si costruisce intorno un guscio ultra resistente di gesso e terra refrattaria in grado di resistere a temperature e pressioni elevate. A questo punto la forma può essere messa nella fornace dove cuoce per ca 10-12 giorni; durante la cottura la cera si scioglie lasciando uno spazio vuoto.
Da qui il termine “cera persa”.

Quando il guscio duro si è raffreddato, il bronzo fuso viene colato nella cavità lasciata dalla cera.
Il bronzo si solidifica, il gesso può essere rimosso e i canali di colata tagliati. Quel che resta è un bronzo che replica esattamente la maquette (modello).

Un artigiano di talento pulirà il bronzo e lo sabbierà per rimuovere eventuali residui del rivestimento, le superfici verranno poi lavorate nel reparto cesello al fine di ottenere la struttura originale dell’opera d’arte.

L’ultima fase della lavorazione è nota con il nome di patinatura: si tratta della tecnica tradizionale per la colorazione dei bronzi. Combinando il calore con prodotti chimici e acidi, il bronzo reagisce per creare sfumature ricche di colori in base alle specifiche artistiche.

Questa tecnica di fusione può’ essere utilizzata per il bronzo, il bronzo bianco, l’alluminio e l’argento.

Microfusione sottovuoto

Il vantaggio di questa tecnica è la velocità, dato che è’ possibile ottenere una fusione in 4/5 giorni. E’ inoltre una tecnica consigliata per sculture molto piccolo e dettagliate, dato che garantisce la precisione che altri metodi di fusione non assicurano, infatti è’ utilizzata anche nella creazione di gioielli.
Con questa tecnica si possono fondere sculture con dimensione massima di 50/52 cm di altezza e 25/26 cm di larghezza. C’è però la possibilità di dividere la scultura in più pezzi e fonderli separatamente.

Questa tecnica di fusione può essere utilizzata per il bronzo, il bronzo bianco, l’alluminio e l’argento.

Ceramica

Questa tecnica è la migliore se si vogliono ottenere delle superfici lisce. Viene molto utilizzata anche per la fusione di sculture piccole o composte da piccole parti.
E’ una tecnica di fusione molto veloce, in circa due settimane si riesce ad ottenere il prodotto finito.

Questa tecnica di fusione può essere utilizzata per il bronzo, il bronzo bianco, l’alluminio e l’argento.