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Nag Arnoldi

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Nag Arnoldi nasce a Locarno il 18 settembre 1928, ma si forma artisticamente nella Lugano degli anni ’40-’50, frequentando gli studi di Filippo Boldini e Giuseppe Foglia.

1950

Consegue il diploma di costumista teatrale e figurinista alla scuola Lugaresi di Milano. Visita la grande antologica dedicata all’opera artistica di Picasso allestita nelle sale di Palazzo Reale di Milano: sarà un incontro fondamentale per la vita nel senso che lo determinerà a dedicarsi completamente ed esclusivamente alla ricerca artistica. Tra il 1954 e il 1955 soggiorna a Murano presso la Fornace Mazzega per lo studio della tecnica del vetro; sempre nel 1954 tiene la sua prima personale alla Galleria del Sole e nella Sala Municipale di Castagnola-Lugano.

1955/60

Nel corso di questi anni Nag Arnoldi attraversa e assimila differenziati stimoli e lezioni della pittura europea: Picasso, Marino Marini, Bernard Buffet, ma anche il futurismo (Balla e Boccioni) o l’espressionismo tedesco sia recente che passato (Grünewald); si tratta per lui di ampliare le potenzialità espressive del segno e del colore assimilando nuovi linguaggi. In questi anni Nag si dedica soprattutto alla pittura, al disegno, all’incisione, nonché alla ceramica e al vetro, elementi questi ultimi che abbandonerà definitivamente verso la fine degli anni Cinquanta. In questi anni alterna regolarmente pittura e scultura: i suoi bronzi, dalle forme marcatamente antinaturalistiche ed espressive, sono giocati su un complesso intrecciarsi di piani.

1964-1974

Inizia il decennio di grandi mostre internazionali che faranno conoscere l’opera artistica di Nag da Mexico City (1964) a New York (1964/1966), da San Francisco (1967) a San Diego (1968) e Los Angeles (1969).

1975-1981

Dopo un ventennio di sperimentazioni plurime con materiali e tecniche differenziate, verso la fine degli anni Settanta, Nag Arnoldi decide di dedicarsi alla scultura come sua prima forma artistica, pur continuando a coltivare anche la pittura e l’incisione. I temi già identificati in anni lontani ritornano imperiosi nella nuova stagione di Nag che conosce un impressionante sviluppo, sia quantitativo che drammatico, e che ha il suo punto culminante nella importante mostra del 1981 a Palazzo Strozzi di Firenze: acrobati, guerrieri, torsi, astati, animali, in particolare il cavallo, sono ormai i motivi inconfondibili e specifici della sua scultura.

Ristabilitosi nel frattempo definitivamente in Svizzera, a Comano, Nag Arnoldi vede intensificarsi l’interesse per la sua scultura grazie a rinnovate acquisizioni pubbliche, e al susseguirsi di mostre in importanti gallerie o musei europei: Roma, Glarona, Francoforte, Basilea, Verona.

1980-1989

Gli anni Ottanta registrano un ampliamento notevole del repertorio tematico e figurale di Nag Arnoldi, il quale, ai temi già da lungo tempo costitutivi della sua scultura, come il Minotauro e il Cavallo, altri ne aggiunge di nuova invenzione quali gli Origami (gli enigmatici e arcigni guerrieri cinesi medioevali), i Granduchi, gli Astati, gli Armigeri, le Armature e l’ inevitabile riflessione sulla morte: nasce così il nuovissimo tema dei Requiem (1989). Sono anni in cui l’arte di Nag Arnoldi ottiene ampi riconoscimenti internazionali con mostre sempre più prestigiose.

1990-2002

I Requiem non sono solo il punto d’approdo di una visione amara e non di rado anche tragica della vita, ma altresì di rinnovate soluzioni stilistiche, nell’orizzontalità nuda del loro silenzio mortale. Da lì muovono anche i Trittici (dell’Apocalisse, per esempio), gli Altarini da viaggio, le Vie Crucis, o l’iconografia della Grande Madre.

2002-2010

Sono anni di intenso lavoro, tra cui una serie notevole di Tori, ma soprattutto di importanti committenze sia pubbliche che private.

Nel 2011 Palazzo Reale a Milano gli dedica una mostra personale per i suoi 30 anni di lavoro.

Nel 2013 espone le sue grandi opere nel Parco del Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano.